Meditazioni su San Gerardo Maiella: un uomo immerso in Dio che “Lasciò tutto per guadagnare tutto”

Meditazioni su San Gerardo Maiella: un uomo immerso in Dio che “Lasciò tutto per guadagnare tutto”

Esistono molte definizioni per la parola meditazione. Può essere un’analisi di conoscenze, eventi e fatti, così come un viaggio interiore alla ricerca della conoscenza di sé, della verità o del significato della vita.

Alcuni usano la meditazione come il custodire nel cuore ciò che si è vissuto, ciò che si è sperimentato, e alcuni osano persino meditare su ciò che verrà. Tutto ciò è valido, ma una delle definizioni più belle afferma che meditare significa sentire e amare ciò che si sente. Più che sentimentalismo, meditare è creare un’esperienza con ciò che trascende la nostra esistenza materiale: è sentire l’eterno.

Se meditare è sentire i segni dell’eterno, come possiamo sentire oltre la nostra esperienza? È possibile amare ciò che un altro, simile a noi, ha amato e vissuto? Come può la vita di qualcuno cambiare la mia?

Qui sorgono le prime domande sul sentire, amare e meditare su qualcuno. È interessante notare che la vita, il carattere e il modo di amare di qualcuno che conosciamo, che amiamo o a cui teniamo, possono rimanere nella nostra memoria per molti anni, a volte per sempre, nonostante la perdita o la morte. Questo è ciò che definiamo saudade: quel complesso di dolore ed emozioni che è allo stesso tempo causa e rimedio di se stesso.

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Sì, è possibile, attraverso il processo graduale che la meditazione ci guida, arrivare lentamente a conoscere i modi e le caratteristiche dell’altro. Nella vita cristiana, di solito ammiriamo e veneriamo le virtù di coloro che sono riconosciuti come santi, coloro che sono sugli altari.

Ora la domanda è diversa: perché non meditare su coloro che hanno scelto il nostro stesso stile di vita, che hanno lasciato un’eredità? Sappiamo che uomini santi hanno vissuto lo stesso carisma, hanno seguito un cammino tortuoso, a volte doloroso, che, nonostante tutto, ha raggiunto la grande meta: l’eternità beata.

Da queste riflessioni è nato un piccolo libro di meditazioni sulla vita di San Gerardo Maiella. All’inizio, sono sorti molti interrogativi, ma a poco a poco, come se si chiarissero i dettagli di un amico, è diventato possibile conoscere il suo carattere e il suo modo di amare.

Alla fine, un pensiero è rimasto: San Gerardo non se n’è andato per sempre; nessuno se ne va per sempre. La sua eredità continua a vivere, anche trecento anni dopo la sua nascita.

Qualcuno potrebbe dire: definisci, allora, l’eredità di San Gerardo Maiella! Ah, egli abbracciò tutto ciò di cui parla Sant’Alfonso, e che ripetiamo così spesso, a volte senza consapevolezza e chiarezza di cosa significhi veramente: “Lasciò tutto per guadagnare tutto”.

Non era un giovane esente da sofferenze e dubbi, ma di un coraggio travolgente; affrontò davvero le difficoltà e la durezza della vita. Pur affrontando così tanto, non aveva certo un volto abbattuto, negativo, o qualcosa del genere; si mostrava allegro, gentile e disponibile.

Il suo modo di essere rendeva la vita leggera: era pura grazia! Quando usiamo la parola “grazia”, ​​sia chiaro che ci riferiamo sempre alla Grazia di Dio. San Gerardo era un piccolo Cristo, proprio come il suo supremo Fratello, pieno di Grazia!

Leggere le nove meditazioni contenute nel libro “Meditazioni su San Gerardo Maiella – Un uomo immerso in Dio” ci avvicinerà al modello di santità, alle virtù e, soprattutto, alla vicinanza dell’illustre Fratello Redentorista, amato e venerato ovunque.

È un libro che stimola la riflessione, affinando la sensibilità verso le cose più semplici, riconoscendo in esse le meravigliose possibilità di crescita emotiva e spirituale.

Che Lui stesso, con tante virtù e tanta carità, caro San Gerardo, ci accompagni in questo cammino quotidiano, nel grande pellegrinaggio della vita, verso la nostra patria eterna.

(si può leggere il testo originale in a12.com)